Non c’è nulla di scontato nel calcio rietino: una dimensione a misura d’uomo, fatta di campi tosti, allenatori che sanno di fatica vera, e tifoserie che sorreggono il gioco anche nei momenti più duri. Rieti vive il calcio con passione verace, tra tradizione, rivalità e ambizioni che non temono l’anonimato delle serie inferiori.
Le squadre storiche della zona
Il capoluogo, Rieti, è da sempre rappresentato dalla FC Rieti, che ha conosciuto fasi alterne, fra Serie C2, Serie D e stagioni tribolate nei campionati regionali. Il suo passato in maglia amarantoceleste resta impresso nella memoria di chi ha calcato il “Guidobaldi” e ha affrontato trasferte dove contava prima il carattere del tacco a spillo.
Attorno, l’ecosistema del calcio provinciale ha prodotto realtà rilevanti come la Poggibonsi Cantalice e il Sant’Elia Fiumerapido (che, sì, ha superato anche la soglia interprovinciale). Queste squadre reggono il livello dilettantistico grazie a presidenti passionali, direttori sportivi che vivono lo spogliatoio, e tecnici che ancora sfogliano la Gazzetta la mattina presto.
I campionati: tra Eccellenza e Prima Categoria
Se volete capire il calcio rietino, dovete farvi un giro la domenica nei campi di Eccellenza Lazio Girone B. Qui si gioca un calcio vero, con atleti che lavorano dal lunedì al venerdì e si allenano in orari improbabili. Il livello tecnico è sorprendente, specie quando arriva qualche ex professionista a “galleggiare” tra la linea mediana e un bar del centro.
Scendendo in Promozione e Prima Categoria, le partite diventano un mix affascinante di spirito di squadra e folklore locale. Qui le rivalità sono forti, le tribune sono popolate di ex giocatori, zii e giovani promesse. Vincere un derby equivale spesso a salvare la stagione.
Strutture e formazione calcistica
Le strutture non sono moderne, inutile girarci intorno. La maggior parte dei campi in provincia di Rieti sono in terra o sintetici di prima generazione. Ma lì si costruiscono calciatori duri, tatticamente flessibili e tecnicamente cresciuti a pane e campetti. Gli allenatori locali fanno miracoli con ciò che hanno—pochissimi mezzi, tanta inventiva.
Settori giovanili e scouting
Le scuole calcio locali, su tutte quella dell’FC Rieti, sono da anni la fucina principale. Però servirebbe una svolta strutturale: tanti ragazzi promettenti finiscono dispersi senza uno scouting serio o un percorso di crescita ben delineato. Chi emergere davvero? Quelli mandati nei campionati romani, dove il ritmo ti affila o ti spezza.
Allenatori e preparatori
I mister rietini non si improvvisano. Molti hanno patentini UEFA B presi a suon di stage e trasferte notturne. Tuttavia, c’è ancora poca connessione tra preparazione atletica moderna e quella vissuta nei paesi dove la palestra è un campo spelacchiato e il GPS è solo il navigatore della macchina del direttore sportivo. Ma quando sanno il fatto loro, trasmettono calcio vero.
Un calcio che non si arrende
Quello rietino è un calcio scorbutico, che non chiede sconti. I risultati si costruiscono senza sponsor milionari né pressioni mediatiche, ma con una coesione rara. Chi ci gioca, lo sa: sul campo di Toffia o di Borgovelino guadagni più carattere che bonus presenze. E intanto ti chiedi: chi ha detto che solo la Serie A è calcio?
