La prossima stagione per il Rieti Calcio si preannuncia come una vera prova di maturità. Dopo anni altalenanti tra sogni di promozione e realtà ben più complesse, i tifosi vogliono risposte concrete. Ma il clima, tra spogliatoio e piazza, com’è davvero? E cosa dobbiamo attenderci sul piano tecnico-tattico?
Un mercato mirato o la solita minestra riscaldata?
Uno dei punti cardine sarà la sessione estiva di calciomercato. Dopo una stagione dove la rosa ha arrancato a centrocampo e in fase realizzativa, la dirigenza sembrerebbe voler cambiare marcia. Ma attenzione: a Rieti le rivoluzioni frettolose hanno quasi sempre prodotto più confusione che risultati.
Si parla di un ritorno a un mix tra giovani promettenti e veterani di categoria. Però se i giovani devono fungere solo da “riempi lista”, meglio evitare falsi investimenti. L’obiettivo deve essere chiaro: pescare giocatori motivati, con fame, e non soltanto liberi da contratto.
La questione tecnica: modulo e identità
Il tecnico, confermato a sorpresa dopo le ultime prestazioni in sordina, ha promesso un cambio netto nell’approccio. Si vocifera di un passaggio al 3-5-2, abbandonando quel 4-3-3 che spesso lasciava la squadra troppo esposta. La chiave? Dare equilibrio senza spegnere la voglia di offendere. Più facile a dirsi che a farsi.
Centrocampo e regia: il vero tallone d’Achille
Negli ultimi campionati il Rieti ha faticato a trovare un cervello in mezzo al campo. Senza un metronomo affidabile, la squadra si è spesso spezzata in due. Serve un regista vero, non un difensore adattato. Un profilo alla Giorico o Lodi, per intenderci, anche se le finanze non aiutano.
Attacco sterile: serve un bomber
Nell’ultima stagione il capocannoniere ha chiuso con appena 7 reti. Numeri da retrocessione, inutile girarci intorno. Il nome giusto? Un attaccante d’area, che detti i tempi ai compagni. Girano voci su un possibile interesse per un ex Serie C con il vizio del gol, ma senza garanzie fisiche rischia d’essere un’altra scommessa persa.
Ambiente e aspettative: è l’anno del riscatto?
La piazza è stanca di promesse. I 300 irriducibili del “Manlio Scopigno” meritano risposte sul campo. Basta proclami e post motivazionali sui social: servono scelte chiare e spirito di gruppo. Le prime uscite stagionali, in Coppa o nelle amichevoli, ci diranno subito che tipo di squadra sarà questo Rieti.
Settore giovanile: la vera risorsa trascurata
Negli ultimi cinque anni, il club ha prodotto talenti che poi si sono persi per scarsa valorizzazione. Nella prossima stagione, se davvero si vuole impostare un lavoro duraturo, servono minuti reali ai giovani già pronti. Inutile cedere i migliori per due spicci e ripiegare su prestiti occultati da belle parole.
Se un ragazzo di Rieti è pronto tecnicamente e mentalmente, deve giocare. Basta con la tirannia degli over che camminano in campo solo per esperienza.
